Recensione The Invite
🔥🔥🔥🔥/7

di Nicolò Silverii

Si parla molto di questo film negli ultimi giorni ed è presto comprensibile il perché. Al giorno d’oggi la gente parla molto di un film uscito in sala principalmente per tre motivi: o è candidato a un premio noto, o è un blockbuster (un film-evento), oppure è un film che si presta particolarmente bene ad essere pubblicizzato (che è un modo gentile per dire fuffa). The Invite fa ovviamente parte della terza categoria.

La storia, che più che storia è una situazione, è molto carina e si presta a mille interpretazioni possibili. Non a caso, questo è un adattamento di un film spagnolo chiamato Sentimental. Ecco, io questo film spagnolo non l’ho visto ma per capire che la situazione iniziale non ha nulla di nuovo basterebbe pensare a Perfetti sconosciuti di Genovese o ancora (molto) più addietro a Chi ha paura di Virginia Woolf?, opera teatrale di Albee. Tutti esempi di sviluppo di un’idea analoga eccezionalmente superiori a The Invite.

Olivia Wilde decide di affrontare la questione, una coppia che invita a cena un’altra coppia, da un punto di vista estremamente stereotipato, per quanto riguarda i personaggi, e banalmente superficiale, per quanto riguarda il tema: il sesso. E questo non sarebbe nemmeno un problema, è verissimo che il sesso ha grande importanza non solo all’interno di dinamiche di coppia ma anche individualmente come espressione di sé, senonché questa prospettiva edonistica sia l’unica presente da inizio a fine e viene proposta come sola grande soluzione ad ogni male.

The invite
The Invite al cinema

I personaggi e le battute creano siparietti anche simpatici, di tanto in tanto, e tutto sommato il film è godibile, ma sembra troppo spesso trascinarsi, allungarsi inutilmente perché non ha poi così tanto da dire. Per quanto mi riguarda, potrebbe benissimo essere compresso in un divertentissimo cortometraggio.

Nota di merito va alle scelte registiche e all’interpretazione attoriale. Gli interpreti sono tutti e quattro fantastici, ma soprattutto grandissimi complimenti a Olivia Wilde che interpreta uno dei due personaggi della coppia principale e, nello stesso momento, dimostra notevole destrezza dietro la macchina da presa. Avere come unica location una casa ad un piano è un ottimo vantaggio a livello produttivo, ma potrebbe rivelarsi una sfida troppo ardua per un regista inesperto. E invece Olivia Wilde gestisce gli spazi in maniera magistrale, sempre composta e geometrica ma senza enfatizzare troppo le proprie scelte. Mi è piaciuta molto questa gestione.

Insomma, questo film lo consiglierei a chiunque: se volete passare un paio d’ore divertenti e anche, perché no, stimolanti, è sicuramente la scelta giusta. Se invece cercate un film da ricordare o addirittura un capolavoro, guardate pure altrove.

26/09/26

Nicolò Silverii