I miei amici mi prendono spesso in giro perché evito a tutti costi, quando posso, di vedere i trailer dei film che vorrei guardare. Ecco, il nuovo film di Iñárritu è la prova schiacciante che ho ragione. Mi è capitato di inciampare sul trailer di Digger in sala, quando parte la pubblicità prima del film: sono quindi stato praticamente obbligato a vederlo, un po’ come Alex in Arancia meccanica con i filmati sulla violenza. Non mi capacitavo di come questo film sembrasse una merda colossale, e soprattutto non riuscivo a capire come Iñárritu e Tom Cruise avessero deciso di puntarci così tanto. Sono corso a vederlo con la curiosità che mi schizzava dai pori, ed è stata una delle decisioni migliori delle ultime settimane.
Trovo la scelta di mostrare solo il lato farsesco e kitsch del film all’interno del trailer estremamente calzante ai fini della narrazione para-testuale dell’opera. Mi dispiace soltanto che questa stessa decisione si stia molto probabilmente facendo pagare cara, dal momento che gli incassi non decollano. Direi quasi “giustamente”, perché vuol dire che la gente ha ancora un minimo senso di buon gusto e, vedendo questo trailer, si rifiuta di spendere i propri soldi in quella che sembra una cagata megagalattica. L’unico errore che questa gente fa, però, è proprio fidarsi di un riassuntino più comico che altro di un’opera che ha tantissime altre sfaccettature.
Il film è pazzesco. Non voglio rovinare la “sorpresa” a chi ancora non ha deciso di spendere qualche euro per questa cagata megagalattica, per cui non posso dilungarmi sui particolari. Mi limiterò a elogiare l’intelligenza con la quale è stata architettata la storia, un’interpretazione fenomenale del buon caro Tom e una regia che riesce a trovare un giusto equilibrio, a mio parere, tra la magniloquenza e la semplicità.
Orchestrato davvero bene, questo lavoro si compone di ironia, satira, distopia, tensione drammatica, ma soprattutto tanta ma tanta ma tanta ambiguità. Sostengo che un film che riesca a mantenere un’identità forte facendo trasparire allo stesso tempo messaggi ambigui e contrastanti, tutti forti del proprio valore, sia un film riuscitissimo. Bisogna dare atto a quest’opera di rientrare in questa categoria.
Le persone spesso non si rendono conto di quanto sia difficile far passare un messaggio cercando di mantenere tutte le sfaccettature che questo possa avere tramite una storia. La storia per sua natura esemplifica, e allora forse l’unico modo per mantenere un messaggio sfaccettato è proprio evitare di raccontare una storia mentre se ne racconta una. Iñárritu è riuscito in questo arduo compito e possiamo solo applaudire.
PS: È vero che il film sembra denunciare le grandi potenze finanziarie attraverso una produzione da 180 milioni e passa, per cui è tacciabile di incoerenza. Ma tutti gli altri film che non parlano di questo argomento, allora, con che cosa vengono finanziati? Bastoncini? Il cinema è un’industria, bisogna prenderne atto. Poi, se vogliamo parlarne va benissimo, ma è un altro argomento. Nel merito di questo film, non credo che sia più incoerente degli altri. Detto questo, andatelo a vedere, vi sorprenderà.
06/10/26