Recensione Deep Water

Incubo dagli abissi

di Nicolò Silverii

Il film è uscito un mese fa in Italia ma lo tratterò come una nuova uscita perché tanto non se l’è cagato di striscio nessuno. È un film di “serie B” e, per giunta, uscito a fine luglio. Quindi è praticamente come se non esistesse.

E infatti non mi è dispiaciuto per niente: le aspettative basse fanno bene al cuore. Girato dal grande (in potenza) Renny Harlin, il film ha ritmo, dinamicità, muscoli e anche una buona dose di sensibilità. Una sensibilità kitsch/hollywoodiana, vero, ma non sempre banale, come ci si aspetterebbe da questo genere di film.

Il rammarico, però, sta proprio in questo: per quale benedettissimo motivo sentite l’impellente bisogno di mettere una musichetta drammatica in sottofondo ogni due per tre e di far parlare i personaggi come se fossero usciti da un dramma shakespeariano? Lo so, il film è americano, e questo basta a spiegare tutto, era infatti una domanda retorica. Il rammarico però non passa, non basta la consapevolezza di aver visto un film del cazzo (questo è), io del potenziale ce l’ho visto lo stesso e non posso spiegare quanto mi roda a non averlo potuto vedere realizzato. (Basti pensare ai numerosi atti di umanità di cui il film è costellato, dai forti legami che nascono in situazioni senza scampo agli ultimi atti di vita vissuti con una straziante consapevolezza).

deepwater
Deep Water da: Notoriuos Picture

Mi spiego: togli le musiche, togli il melodramma, togli gli occhi da micetto spaesato o disperatamente innamorato che sia, togli la classica dinamica da scuole superiori, togli il bastardo senza cuore a due dimensioni. In una parola: togli i carissimi cliché e vedi cosa succede. Verrebbe fuori un ottimo film, da mettere in una teca e conservare, anche se è un film sugli squali. E invece no, è una merda. Insomma, una piacevole, seppur angosciante, ora e tre quarti; ma una merda, nella sostanza.

Basterebbe così poco: al cinema, per cambiare; allo spettatore, per apprezzare. Ma no, continuiamo a investire in produzioni gigantesche anche per i film di merda, così qualche effetto speciale in più e qualche attore conosciuto ce lo mettiamo. Ché tanto quelli che lo vanno a vedere sono dei rincoglioniti e i soldi per andare al cinema li spendono solo se sanno che verranno intrattenuti dalla nostra fuffa.

E va bene, andiamo avanti così.

24/08/26

Nicolò Silverii